22/01/15

Napoli, Liceo Fonseca: Il romanzo sul banco

Inizierà con il capolavoro di Alessandro Manzoni, dei quali cinque studiosi di appartenenza fredericiana hanno appena curato un’edizione prestigiosa e fortemente innovativa un nuovo percorso, comune all’Università e al mondo della scuola, di avvicinamento ai classici e alla didattica della letteratura


Venerdì 23 gennaio 2015, alle 15, presso la Biblioteca Monumentale del Liceo Pimentel Fonseca di Napoli, in via Benedetto Croce 2, alcuni operatori della scuola secondaria particolarmente sensibili ai problemi legati alla trasmissione del sapere (Adriana Passione, Antonio Maiorano, Maria Teresa Sarpi, Maria Laura Vanorio e Paolo Trama) incontreranno il coordinatore di quest’ultima impresa editoriale, Francesco de Cristofaro, docente di Letterature comparate presso ilDipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli Federico II

L’incontro nasce dalla collaudata collaborazione tra le suddette istituzioni formative e l’ADI - Associazione degli Italianisti, l’ADI-SD e il CIDI.

Il titolo scelto per il pomeriggio, Il romanzo sul banco, coinvolge diversi livelli di significazione. Parla di un romanzo sul banco dell’imputato, giacché da sempre I promessi sposi sono anche questo: eternamente sotto processo per il loro stesso carattere monumentale, per il preteso bigottismo, per le 'incrostazioni storiche' che tanto dispiacquero ai suoi primi lettori. Ma anche in un altro senso: nel senso, cioè, che è tempo di provare a disporre questo libro - con passione e con piacere - sul banco di scuola, e non solo sotto di esso (come invece suggeriva Umberto Eco qualche anno fa: 'Leggetelo di nascosto, sotto il banco, come fosse un libro proibito'). 

Per farlo, bisogna tenere a mente qualcosa che si tende a dimenticare: che quello di Manzoni è anche un libro divertente. Un 'romanzo sul banco', allora, perché era un banchetto da gioco quello posto dinanzi alla finestra, dentro lo studio al pianterreno della casa milanese dello scrittore: un banco che dà le spalle alla biblioteca e al caminetto, e su cui don Lisander compone forse le sue pagine più ‘fresche’ e più leggere, guardando ai trastulli dei bambini o al fiorire della natura, giocando con le parole della memoria culturale e con le figure dell’arte, facendo della sua pagina un 'cinema naturale', usando i ritmi del musical e i colori della fiaba. 

E sono forse questi gli aspetti maggiormente capaci di parlare alla sensibilità degli uomini del terzo millennio: non è un caso se il 5 gennaio scorso si sia svolta in un teatro, il prestigioso Bellini, con la straordinaria partecipazione di Toni Servillo e la collaborazione della Federico II, la prima presentazione ufficiale di questo “Manzoni napoletano”; mentre il secondo incontro (sabato 17 gennaio), anch’esso con forte partecipazione della componente scolastica, ha avuto come scenario un altro spazio della città, il Museo della Floridiana, e si è concentrato sul 'visibile narrare', cioè sulle centinaia di vignette che Manzoni volle a corredo della sua opera, e che per la prima volta in quest’edizione sono riprese e commentate ad una ad una.

Questo terzo incontro sui Promessi sposi inaugura nel migliore dei modi un percorso di ricognizione strategica del nostro canone letterario: percorso che proseguirà nei prossimi mesi, nello spirito di una fervida collaborazione tra le istituzioni e di un’attenzione particolare all’intersezione tra linguaggi diversi: a maggio si prevede, ad esempio, un’iniziativa a Lo cunto de li cunti, di cui la Salerno Editrice ha recentemente pubblicato un’importante edizione a cura di Carolina Stromboli, ed a partire dal quale il regista di GomorraMatteo Garrone, ha realizzato il suo ultimo film, Il racconto dei racconti. 

L’ingresso all’incontro è libero.(La nuova edizione a cui si fa riferimento è: A.M., I promessi sposi, a cura di F. de Cristofaro e G. Alfano, N. De Blasi, M. Palumbo, M. Viscardi, Rizzoli-BUR, Milano 2014)

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