09/03/22

17 marzo, Macerata; sul confine tra vita e scrittura

 


Il dibattito attorno al complesso rapporto tra realtà e finzione letteraria è sempre acceso e aperto. In tempi recenti, si è concentrato anche sul genere ibrido della cosiddetta non-fiction, coltivato, solo per citare alcuni nomi, da autori di assoluta rilevanza come E. Carrère o da scrittrici come A. Ernaux o S. Aleksievič, vincitrice quest’ultima del Premio Nobel per la letteratura nel 2015.

Esiste anche una via italiana alla non-fiction? La scrittura non-fiction è spendibile a scuola? In che modo? 

A partire dalla convinzione che essa possa dialogare proficuamente con molti autori del canone, soprattutto novecenteschi, e che possa offrire interessanti stimoli per affrontare temi universali e trasversali come quello del lavoro, delle questioni di genere, della lotta per l’acquisizione dei diritti, abbiamo promosso un confronto tra uno studioso, il prof. Andrea Raffaele Rondini dell’Università degli studi di Macerata, e lo scrittore fermano Angelo Ferracuti, autore di numerose pubblicazioni ascrivibili a questa peculiare forma espressiva. Il suo ultimo libro, dedicato alla vicenda umana e professionale del fotografo Mario Dondero, è Non ci resta che l'amore (Il Saggiatore, 2021).

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