Aggiorniamo la sezione Dibattiti e questioni con due interventi (Intro di Carlo Varotti)
Il primo, di Claudia Correggi (Sabotata 'l'antilingua', la 'pappa' è pronta), prende in esame il testo delle Nuove indicazioni nazionali (NIN) del 2026 e quello delle NIN 2010, in un’analisi comparativa esercitata su alcuni elementi semantico-lessicali presenti nei due testi. Prima che una riflessione sui contenuti delle proposte, una meditazione su come termini e concetti (è ad esempio illuminante la diversa articolazione che nei due casi assume il termine “cittadinanza”) facciano emergere (inaspettatamente) nelle Indicazioni 2026 una diversa scala di valori assiologici che riguardano non solo la scuola, ma l’immagine stessa di società che emerge dalle scelte degli estensori, rispetto alle Indicazioni del 2010.
L’articolo di Alessandro Ferioli (Le tracce della prima prova dell’esame di Stato - Sessione Ordinaria 2025-2026) è ormai un appuntamento fisso nell’inizio dell’anno scolastico. Anche quest’anno Ferioli approfondisce aspetti culturali, ideologici e di impianto educativo delle singole tracce, che appaiono quest’anno particolarmente tra loro diverse e insolite. Confrontandosi con giudizi e valutazioni che hanno commentato, più o meno a ridosso dell’esame, le scelte ministeriali (espressi da Simone Giusti, da Corrado Ocone, Francesca Licci e altri) Ferioli si interroga a sua volta non solo sulla logica complessiva che ha guidato la scelta delle tracce, ma anche sugli aspetti formativi più generali che esse sembrano richiedere e stimolare, rivelando forse un punctum dolens complessivo del sistema-scuola italiano, che è il dovere, spesso mancato di (sono parole di Francesca Licci) «insegnare anche il coraggio del pensiero».