La responsabilità della letteratura
XXIX Congresso Nazionale dell’Associazione degli Italianisti
Sono stati pubblicati sul sito italianisti.it tutti i panel delle sessioni parallele approvati per il Congresso di Trento-Rovereto, che si terrà dal 10 al 12 settembre 2026.
Le sessioni si terranno venerdì 11 settembre, a Rovereto, dalle 8.30 alle 19.
Segnaliamo qui i quattro panel a cura del gruppo di ricerca ADIsd. Può proporre un intervento entro il 31 marzo, inviando una mail a uno dei referenti indicati, ogni docente, socio ADIsd, in regola per il 2026.
100. LA RESPONSABILITÀ DELLA MEDIAZIONE: ERMENEUTICA E DIDATTICA DELLA LETTERATURA - Proponente: Annalisa Nacinovich (Liceo “F. Buonarroti” di Pisa) (annalisa.nacinovich@tiscali.it)
“Responsabilità” è parola chiave di qualunque approccio didattico: non esiste, infatti, insegnamento senza l’assunzione consapevole del proprio ruolo, sia dalla prospettiva del/della docente che da quella del/della discente. Interrogarsi sulla funzione della letteratura nella formazione del cittadino, sul suo ruolo nella costruzione di un sapere cardine nello sviluppo delle capacità critiche e dialogiche dell’individuo significa riflettere in particolare su tre nodi centrali dell’insegnamento letterario:
● La “cassetta degli attrezzi”: Quali sono gli strumenti, quali i metodi di approccio al testo letterario, se inteso come attivatore di competenza interpretativa e argomentativa?
● La prospettiva ermeneutica: in un momento di forte incertezza e trasformazione del sistema sociale e dunque scolastico, come cambiano, come si rinnovano le istanze di mediazione del/della docente? Su quali generi puntare, su quali testi per affrontare le nuove domande di senso? Quale spazio accordare alla critica nell’insegnamento e, ancora prima, nella formazione del docente?
● Tradizione e traduzione: la scelta delle letture condivise non è solo “questione di canone”, ma anche di “traduzione” e “tradizione”: esiste ancora una “tradizione” di riferimento? Quale dovrebbe essere il lavoro di rielaborazione e mediazione da parte del docente per avvicinare i giovani ai testi antichi o lontani per ragioni linguistiche e culturali? Quale efficacia hanno o possono avere i testi semplificati, le riscritture, le attualizzazioni di cui nelle scuole si fa un uso non sempre consapevole? Riflettere sulle nuove responsabilità della mediazione nella didattica della letteratura significa, dunque, ridefinire il profilo e la funzione del docente, ma anche immaginare per il discente spazi di intervento civile consapevole e dialettico.
101. LETTERATURA FRA SCUOLA E POLIS: LA RESPONSABILITÀ DEL DIALOGO CON IL PRESENTE Proponenti: Antonella Cioce (Liceo “G. Bianchi Dottula”, Bari (antonella.cioce.bari@gmail.com) e Gabriele Cingolani (Liceo “G. Leopardi” Recanati) (gcingolani@gmail.com)
Il panel si propone di indagare il modo in cui la responsabilità - culturale, civile, umana - dell’insegnante di Lettere si può dispiegare dentro e fuori l’aula scolastica. In un tempo in cui il Potere manifesta più che mai insofferenza nei confronti della 70 presa di parola critica e le istituzioni scolastiche manifestano istanze spesso contraddittorie sulla finalità della formazione e nella pratica educativa, in che modo l’insegnante di Lettere può continuare ad essere la persona che permette, nell’aula scolastica, la ricreazione continua di un rapporto fra la letteratura e il mondo? Questa domanda di carattere generale potrà avere nel panel diverse declinazioni, quali ad esempio:
● scuola e letteratura fra passato e presente: che cosa la letteratura ha saputo testimoniare e generare nella storia del nostro Paese, nella costruzione di una scuola di massa in una ancora giovane Repubblica? E oggi, che interpellazioni condivide con le letterature del mondo?
● letteratura e scuola della Costituzione: a ottant’anni dalla nascita della nostra Costituzione quali parole costituenti la letteratura può declinare e gli insegnanti sanno e vogliono disseminare?
● prospettive dell’insegnante-intellettuale: come può conciliarsi, nella concreta prassi didattica, la natura di funzionario statale dell’insegnante e quella di libero intellettuale che prende parola in pubblico e agisce nella comunità?
● l’educazione del cittadino dentro e fuori la scuola: come consentire che la scuola dialoghi davvero con il mondo esterno, al di là delle parole d’ordine del lavoro e dell’impresa, per contribuire alla formazione del cittadino e dare senso e valore l’educazione civica, formalizzatasi in disciplina?
A questo scopo, il panel invita a presentare contributi che, da prospettive diverse, riflettano in modo argomentato sul rapporto fra letteratura, scuola e cittadinanza. Saranno accolti interventi che presentino risultati di ricerche storico-letterarie, riflessioni teoriche e metodologiche sul ruolo dell’insegnamento letterario nello spazio pubblico, nonché resoconti criticamente meditati di esperienze didattiche capaci di integrare il lavoro d’aula con contesti e pratiche esterne alla scuola.
102. “LA LETTERATURA [NON] È INSEGNABILE” (MANGANELLI)? Proponenti: Camilla Mariani Zucchi referente Umbria ADIsd (camillamarianizucchi@gmail.com), e Claudia Correggi (referente Emila-Romagna ADIsd (clocorri@gmail.com)
Nella complessità della società contemporanea l’insegnamento letterario si presenta gravato di inedite responsabilità, alla ricerca di un equilibrio delicato tra il pragmatismo della didattica, influenzato anche dal carico emergenziale della contingenza, e il substrato teorico della disciplina. Sono (alcune) responsabilità di chi insegna:
● mediare tra la lentezza richiesta per la comprensione e rielaborazione di un testo e la “memoria veloce” imposta dal digitale;
● modulare la didattica in base alla leggibilità degli autori o alla capacità di ricezione della classe, un magma inimmaginabile nel passato;
● mantenere i nuclei dei saperi imprescindibili senza la paura di abbandonare quelli desueti o, al contrario, ‘perdere tempo’ seguendo tracciati marginali, ma considerati ricchi di suggestioni;
● attualizzare senza incorrere nella retorica;
● oltrepassare i confini disciplinari ricorrendo a testi espressivi, iconografici e cinematografici, senza semplificare. Vogliamo esortare a riflettere sulle sfide e sui ‘pericoli’ connessi alla mole di opzioni che l’insegnamento della letteratura comporta, non dimenticando il monito di Manganelli (“la letteratura non è insegnabile”) e la perentoria dichiarazione di Siti “contro l’impegno”, da leggere entrambi come un invito ad affidarsi alla forza insita nella specifico letterario, la sua inossidabile potenza mitopoietica, in grado di creare mondi ‘possibili’ (Doležel). Riuscire nell’impresa di elaborare mappe per farvi accedere studenti e studentesse è la responsabilità più grande.
103. TRA RESISTENZA E RESPONSABILITÀ: L’IMPATTO DELL’IA SULLA DIDATTICA DELL’ITALIANO E DELLA LETTERATURA QUALI PROSPETTIVE? Proponente: Paola Rocchi (Referente Lazio ADIsd) (procchi59@gmail.com)
In un contesto dove l’IA sta monopolizzando il discorso pubblico sulla scuola, ma anche tempo e risorse, quali nuove posture e responsabilità toccano al docente di discipline letterarie? Se gli esperti in più ambiti invitano non solo a insegnare ai ragazzi come usare l’AI, ma a insegnar loro come pensare con l’AI, quali saranno le ripercussioni sullo statuto della disciplina e del suo insegnamento? E in che modo il docente di Italiano, con la giusta dose di apertura critica, può continuare a sviluppare competenze di interpretazione testuale e quell’educazione alla complessità e all’alterità che la lettura letteraria ha sempre favorito? La questione è complessa anche perché può essere affrontata su diversi piani, che investono tanto la produzione creativa (il fare letteratura) quanto la sua fruizione (il leggere i testi letterari, nella sua accezione più profonda). In questo panel, pensato in forma di tavola rotonda, proponiamo di affrontare alcuni temi che potranno in un futuro vicinissimo chiamare direttamente in causa la responsabilità di chi insegna la nostra disciplina al punto da ridefinirne i compiti e gli ambiti di azione. Proviamo a individuarne alcuni su cui ci pare urgente ragionare:
● La comunicazione digitale: quali riflessioni in classe? Come cambia lo statuto di produzione e ricezione delle opere? chi/cos’è l’autore? Come cambia lo statuto autoriale? come si sta ridefinendo il concetto di ‘autenticità’ e ‘originalità’ man mano che si assottiglia il confine tra contenuti generati da esseri umani e prodotti creati dall’IA?
● La scrittura: cosa significa produrre contenuti testuali avvalendosi dell’IA? Conta più il prodotto o il processo elaborativo a partire dalle fonti? Cosa insegnare e cosa valutare?
● Le neo oralità: qual è il destino della scrittura nei processi di insegnamentoapprendimento in questo scenario? Si tornerà all’oralità come sola garanzia dell’originalità dei prodotti di studenti e studentesse?
● La lettura: quali rischi e quali opportunità si profilano per lo sviluppo delle competenze di lettura profonda e interpretazione dei testi letterari?
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